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lunedì 29 aprile 2013

Antonucci, Saccoccio, Scudiero, Hajek, Fernández Castrillo, Duranti, Carpi, Palmieri, Regnani, Ceccagnoli (foto)

Giovanni Antonucci e Antonio Saccoccio
Giancarlo Carpi e Miroslava Hajek

Maurizio Scudiero

Antonio Saccoccio e Jessica Palmieri

Giancarlo Carpi e Massimo Duranti

Carolina Fernández Castrillo e Antonio Saccoccio

Patrizio Ceccagnoli
Gerardo Regnani e Antonio Saccoccio

mercoledì 10 aprile 2013

Dis/Continuità del Futurismo (mostra, Roma - 11-12 aprile 2013)

L’esposizione comprende libri, riviste, manifesti, fotografie e altro materiale documentario futurista e post-futurista, dalla fondazione del movimento ai nostri giorni.
Tre le sezioni in cui si articola:

1. Il Futurismo 1909-1944: dalla fondazione alla morte del fondatore
2. Il Futurismo dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta: l'eredità nell’era radiotelevisiva
3. Nuovi Futurismi dagli anni Ottanta ad oggi: l'attualità nella rivoluzione digitale

L’esposizione propone una nuova periodizzazione dell’arcipelago futurista, individuando due cesure fondamentali. La prima è il 1944, anno della morte del fondatore Marinetti, che, venendo a coincidere grosso modo con la fine del secondo conflitto mondiale e quindi del ventennio fascista, segna non solo l’esaurirsi del Futurismo come movimento organizzato, ma anche l’inizio del periodo della damnatio memoriae. Negli anni del secondo dopoguerra restano attivi molti futuristi (Gerardo Dottori, Tullio Crali, Mino delle Site, Sante Monachesi, Antonio Marasco, Osvaldo Peruzzi, Alessandro Bruschetti, etc.), ma questi non sono più in grado di essere un gruppo compatto. Con il passare degli anni i primi storici e critici (Calvesi, Crispolti, De Maria, Tallarico, Antonucci, Verdone etc.) iniziano a riscoprire l’importanza del Futurismo, mentre nel 1967 moltissimi dei futuristi ancora viventi si riconoscono nella dichiarazione “Futurismo Oggi”, in cui si legge: «Il futurismo è – in primo luogo – un’idea, non soltanto la raccolta di una stupenda serie di opere ed intuizioni. Un’idea nata alla vita con il primo manifesto di F.T. Marinetti. Un modo di pensiero vivo sempre attuale a livello di qualunque età: nel 1910, nel 1920, nel 1940, nel 1960 ed oltre». E quindi: «Il futurismo non può essere considerato soltanto come un movimento di avanguardia delle arti plastiche e circoscritto in un determinato periodo di tempo. Esso è una concezione rivoluzionaria in continuo rinnovamento perché si fonda, appunto, sul divenire delle cose e delle idee». Questi “futuristi di metà secolo” vivono in piena epoca radiotelevisiva, ma anche nell’epoca delle esplorazioni spaziali. La seconda cesura è utile collocarla a metà degli anni Ottanta e più precisamente nel 1986, anno della grande mostra veneziana “Futurismo & Futurismi” a Palazzo Grassi, in cui il Futurismo per la prima volta dalla morte di Marinetti ottiene una notevolissima visibilità mediatica. Ma questa data, a metà degli anni Ottanta, costituisce uno snodo cruciale non solo dal punto di vista della critica e della storia dell’arte: da lì a qualche anno, infatti, sarebbe cessata l’attività degli ultimi futuristi che avevano conosciuto Marinetti, e comunque nessuno di loro sarebbe riuscito a farsi interprete della nuova rivoluzione tecnologica che stava muovendo i primi passi proprio in quegli anni. Con il nuovo millennio, una nuova sensibilità futurista, profondamente legata all’evoluzione dei media digitali, si manifesta in gruppi e movimenti (Net.Futurismo, Transumanesimo, etc.) attivi prevalentemente sulla rete globale, portando avanti, pur nella discontinuità, l’ideologia e la poetica nate nel 1909.

I documenti sono stati gentilmente prestati da: Archivio Carlo Erba, Collezione Luce Marinetti, Archivio Tallarico, Archivio Saccoccio, Novecento di Massimiliano Vittori, Archivio Conte, Archivio Guerra, Archivio Balice.

Antonio Saccoccio





mercoledì 3 aprile 2013

Miroslava Hajek - Bruno Munari: condizione futurista


Miroslava Hajek, UXA Centro d’Arte Contemporanea
Bruno Munari: condizione futurista

ABSTRACT

Questo intervento vuole chiarire alcuni aspetti del lavoro artistico di Bruno Munari, tuttora travisati o addirittura sconosciuti.
Si rileva come egli abbia raccolto le idee del primo futurismo ampliandone i primi concetti a volte solamente abbozzati, fino ad giungere, già nel 1930, ad un'idea dell'arte come ambiente o come installazione per arrivare, nel 1950, ad annullare la pittura reinventandola donandole monumentalità, tramite uso dell'energia elettrica nelle sue “proiezioni dirette”, prime anticipazioni di video installazioni presentate al MOMA nel 1954.
Munari sviluppa, anche dopo la seconda guerra mondiale, nell'ambito del Movimento dell'Arte concreta da lui fondato, il concetto futurista di arte per tutti i sensi oltre a quello, suo proprio, di trascendenza dell'oggetto. Arricchisce, anche, il significato del meccanismo nell'arte, rendendolo biomorfo e donandogli una sua poetica.
Nella sua lunga vita Munari non ha mai abbandonato le essenziali innovazioni del futurismo. Anzi, le ha ampliate e diffuse, vuoi direttamente, frequentando i maggiori artisti della sua epoca, vuoi indirettamente, tramite i libri e l'attività didattica.
L'opera di Bruno Munari continua ad essere tuttora opportunità di ispirazione e di studio.


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Miroslava Hajek nasce nel 1947 a Brno (Cecoslovacchia) dove studia Storia dell’Arte presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Masaryk.
Nel 1967, ancora studentessa, conosce Bruno Munari, con il quale mantiene un contatto epistolare, e, visto l'interesse dimostrato per il lavoro dell'artista, riceve da questi varia documentazione.
Nell’agosto del 1969 mentre si trovava in Italia per partecipare alla manifestazione "Undici giorni di arte collettiva" a Pejo, Miroslava Hajek viene processata e condannata, in contumacia, per motivi politici legati alla “Primavera di Praga”.
Non potendo rientrare in patria, rimane in Italia e nel 1970 fonda, a Novara, il centro culturale “UXA Centro d’Arte Contemporanea” che dirigerà fino al 2000. In tale spazio presenta mostre di diversi artisti dell'avanguardia italiana ed europea.
Nel 1970 Bruno Munari le propone di specializzarsi nell’analisi critica del suo lavoro artistico. Da quell'anno continua, in qualità di storica d’arte, a collaborare con Munari alla realizzazione di una raccolta di opere d’arte in grado di descrivere l’intero percorso creativo dell’artista. Per trent’anni condivide con Munari il progetto di una collezione ragionata, strutturata in modo cronologico, composta da pezzi storici poeticamente rilevanti scelti in accordo con l’artista. Contemporaneamente, raccogliendo e acquisendo disegni dimenticati, forma anche l’archivio delle opere di Romolo Romani.
Nel 1990, dopo la caduta del regime totalitario in Cecoslovacchia viene riabilitata e collabora con il Ministero della Cultura Slovacco. Ha organizzato e curato vari eventi internazionali tra cui “Doppio triangolo”, inserito dalla Comunità Europea nella campagna “EUROPA A COMMON HERITAGE”.
Ha pubblicato diversi libri, saggi ed articoli in vari paesi d'Europa.

mercoledì 27 marzo 2013

Serge Lorenzo Milan - Inattualità del Futurismo


Serge Lorenzo Milan, Université de Nice Sophia Antipolis
Inattualità del Futurismo

ABSTRACT

L'attualità del Futurismo, a più di secolo dalla fondazione, può essere valutata pertinentemente alla luce dei valori propugnati dal movimento. La violenza  antipassatista, l'esaltazione radicale della velocità e della novità, la passione per l'Italia e l'amore della guerra, teorizzati dagli ideologhi del movimento, colpiscono oggi per la loro epocale obsolescenza. D'altro canto, essi convergono seppur  problematicamente in una celebrazione mediatica dell'arte-vita che sembra invece, per riprendere il titolo di un testo medidato dal giovane Marinetti, di una inattualità nettamente più filosofica.

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Nato a Parigi nel 1968. Dopo studi in Sorbona è ora Maître de Conférences all’Université de Nice - Sophia Antipolis. Oltre a diversi articoli dedicati all’ideologia del Futurismo, ha curato per la San Marco dei Giustiniani di Genova diverse antologie di poesia futurista. Ha pubblicato uno studio sullo stesso tema, L’antiphilosophie du Futurisme (L'Age d'Homme, Lausanne, 2009). Redattore della rivista elettronica Cahiers de Narratologie, è infine co-direttore della collezione "Avant-Garde" per l'editore Delatour France con J.-F. Trubert  et  J.-P. Aubert, con i quali ha curato i due volumi pubblicati nel 2013: Avant-gardes - Frontières, mouvements. 

Rossella Catanese - Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista


Rossella Catanese, Università Sapienza di Roma
Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista.  

ABSTRACT

Il cinema è stato considerato dai Futuristi uno strumento di superamento delle arti visive tradizionali: è infatti attraverso il movimento del dispositivo cinematografico che il motus meccanico e la sua accidentalità entrano all'interno dell'universo dell'arte. Ed è proprio il cinema futurista a concretizzare il percorso degli studi visuali “cinetici” che in pittura avevano esplorato Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e tanti altri. Il cinema futurista, dal manifesto del 1916 fino alle radicali sperimentazioni degli anni Trenta, voleva rappresentare una sinfonia visiva che fosse un'ode alla velocità. Velocità è il titolo sia della sceneggiatura cinematografica scritta da Filippo Tommaso Marinetti che del film di Oriani, Cordero e Martina del 1930. Il teorico contemporaneo che ha lavorato più di tutti sul concetto di velocità è Paul Virilio, autore de La bombe informatique. Il filosofo francese ha riflettuto sull’impatto delle nuove tecnologie applicate all’arte e ai media audiovisivi. Pur distinguendo tra arte attuale e arte virtuale, egli parla del complesso di formule artistiche a cavallo tra i due millenni come di un’arte terminale, controfigura del dominio dell’informazione. La dromologia (o scienza della velocità), è il principio che lo stesso Virilio ha inventato per spiegare, secondo una complessa impostazione teorica, le relazioni tra politica e territorio. La riflessione di Virilio rappresenta, sebbene con dovute contraddizioni e divergenze, una possibile eredità del cinema Futurista nel pensiero e nel mediascape contemporanei.

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Rossella Catanese, dottore di ricerca presso la Sapienza Università di Roma, è tutor del Master in Restauro Digitale Audio/Video della Sapienza. Le sue pubblicazioni trattano prevalentemente i temi del restauro cinematografico e delle avanguardie storiche, in particolare sul cinema futurista. Ha anche partecipato a varie conferenze (Università di Udine e Gorizia, Universidad Complutense di Madrid, Accademia di Belle Arti di Napoli, University of Glasgow, Università di Roma Tor Vergata).

martedì 26 marzo 2013

Roberta Sciarretta - Padri e figli: il dibattito sulla paternità delle scritture verbo-visive negli anni Settanta


Roberta Sciarretta - Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
Padri e figli: il dibattito sulla paternità delle scritture verbo-visive negli anni Settanta.

ABSTRACT

Le ricerche poetico-visuali della seconda metà del Novecento sono attraversate da un filo conduttore comune: la modifica, la ricomposizione, l’ampliamento o il restringimento del valore della parola e delle parti compositive di essa.
Tale processo di trasformazione si attua focalizzandosi sull’aspetto visivo dell’oggetto “parola” piuttosto che sulla sua semantica, oppure sulla creazione di un linguaggio “altro”, dove il segno grafico è complementare alle immagini e viceversa, anche a causa della pluralità dei mezzi linguistici utilizzati e della frantumazione dei nessi cognitivi e degli elementi costitutivi del fare poetico, che si sovrappongono e si mescolano in una sorte di simbiosi.
Tuttavia, nonostante le profonde differenze delle correnti, delle terminologie, degli approcci metodologici, appare evidente la ricerca di un riconoscimento di paternità e di una affermazione esplicita di filiazione nei confronti di una determinata tradizione artistica, oppure al contrario una dichiarazione di orfanità totale.
Del resto Luciano Ori, nella prefazione al catalogo della mostra dedicata alla poesia visiva (Firenze 1979) ne sottolinea i primigeni legami genetici con il Futurismo, il Cubismo, Dada e il Surrealismo, ma allo stesso tempo ne rimarca l’originalità e la genitorialità nei processi sociali, nella civiltà dei mass-media, nella cultura del consumo; in altre parole la poesia visiva destruttura la figura del padre e così la disubbidienza al genitore diventa la condizione necessaria, perché il figlio possa separarsi da esso e trasformarsi in individuo.

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Laureata in Materie letterarie con indirizzo di storia dell’arte e Italianistica.
Si occupa soprattutto di letteratura tra le due guerre, con particolare riferimento alla letteratura delle bonifiche e delle città di fondazione.
Ha curato le riedizioni delle seguenti opere futuriste: Il poema della bonifica di Giuseppe  Trecca; L’aeropoema della Sardegna di Gaetano Pattarozzi.
Si è occupata, inoltre, di Futurismo in Agro Pontino e dello scrittore futurista Bruno Giordano Sanzin.
Attualmente dottoranda presso l’Università di Tor Vergata con una tesi sull’aeropoesia futurista.

Riccardo Campa - Il futurismo dopo il Futurismo

Riccardo Campa, Università Jagellonica di Cracovia

Il futurismo dopo il Futurismo

ABSTRACT

Esiste il Futurismo, con l’iniziale maiuscola, e il futurismo, con la minuscola. Il primo è un fenomeno storico, con precise caratteristiche, racchiuso in un periodo delimitato, che trova adeguato spazio sui libri di storia. Il secondo è invece un ideale imperituro, un modo di agire e di pensare, un modo di interpretare e di trasformare la realtà che non ha un inizio e una fine facilmente identificabili. Il primo è un insieme di opere, che oggi possono essere solo analizzate o collezionate. Il secondo è lo spirito che presiede alla nascita delle opere futuriste del passato, del presente e del futuro. Il Futurismo, con la maiuscola, è finito, è puro antiquariato. Il futurismo, con la minuscola, è invece ancora tra noi, ed era tra noi anche prima che nascesse Marinetti. Il primo esiste nello stesso senso in cui esiste l’impressionismo, il dadaismo, il surrealismo, ovvero nei musei e nelle collezioni private. Il secondo esiste nello stesso senso in cui esiste il dualismo, il materialismo e l’idealismo, ovvero nelle menti e nei cuori degli uomini. Il secondo include il primo, ma non è vero il contrario. Entrambi i futurismi sono inattuali, ma in due sensi assai diversi. Il Futurismo storico è inattuale perché appartiene ormai al passato. Il futurismo ideale è inattuale perché appartiene sempre al futuro. Per definizione.

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Riccardo Campa è uno studioso italiano che vive e lavora a Cracovia. I suoi interessi di ricerca spaziano nell’intero campo delle scienze sociali, ma è conosciuto in particolare per i suoi contributi all’elaborazione della filosofia transumanista. Laureato in Scienze politiche e in Filosofia all’Università di Bologna, ha conseguito il dottorato in Epistemologia all’Università Nicolaus Copernicus di Torun e l’abilitazione in Sociologia all’Università Jagellonica di Cracovia, dove è attualmente titolare della cattedra di Sociologia della scienza e della tecnica. In passato ha insegnato anche Italianistica nelle università di Torun e di Breslavia, tenendo corsi sulla letteratura futurista. Nel 2004 ha fondato l’Associazione Italiana Transumanisti, di cui è tuttora presidente. È autore di numerosi volumi, tra i quali "Etica della scienza pura", "Mutare o perire" e "Trattato di filosofia futurista".

sabato 23 marzo 2013

Massimo Duranti - I luoghi del Futurismo. Esiti e sviluppi della categoria storiografica.


Massimo Duranti - Presidente Archivi Dottori
I luoghi del Futurismo. Esiti e sviluppi della categoria storiografica.

ABSTRACT

Il Convegno di Macerata dell’ottobre del 1982 sui “Luoghi del Futurismo”, prima ricognizione della diffusione topografica e tematica del Futurismo in Italia e in Europa. Relazioni e relatori.
Una ricerca che parte dalla mostra Ricostruzione futurista dell’Universo di Torino del 1980.
Il Futurismo milanocentrico delle  origini; lo spostamento a Roma della direzione del Movimento.   I gruppi “precoci” e i luoghi del “Secondo Futurismo” dagli anni Venti in poi. L’aeropittura e l’arte meccanica. Dopo trenta anni da Macerata nuove esplorazioni, mostre e ricerche. I luoghi come ambiti di interesse. I luoghi come vocazioni territoriali di  linguaggi specifici del Futurismo.
I necessari, ulteriori sviluppi delle ricerche. I “Nuovi Archivi del Futurismo”. Il ruolo degli Archivi.

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Nato Perugia nel 1947, laureato all’Università di Perugia, dopo alcuni anni di insegnamento, è stato dirigente per trent’ anni di servizi culturali e della comunicazione della Regione Umbria.
Critico d’arte, pubblicista, storico del Futurismo, ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. Attualmente è direttore di “Contemporart”. Esperto in particolare di Futurismo e di avanguardie storiche, ha pubblicato  numerose monografie, saggi ed articoli in occasione di mostre e rassegne storiche. Ha curato il Catalogo generale dell’opera di Gerardo Dottori,  una  monografia-catalogo su Alessandro Bruschetti e una monografia su Osvaldo Peruzzi. Ha curato innumerevoli mostre e  cataloghi e tenuto lezioni e conferenze per istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero (New York, New York University, 1988; Mosca, Museo Puskin, 1993; Londra, Estorick Collection of Italian Modern Art, 2007; Coira, 2009). Nel 2005 ha fondato gli Archivi Dottori dei quali è presidente. È Accademico d’onore della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e membro del Consiglio di amministrazione. È socio della Deputazione di storia patria per l’Umbria e membro della Commissione diocesana d’arte sacra di Perugia. È Sindaco revisore della Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri”.

Paolo Tonini - Al di là del Futurismo. Libri e riviste del Movimento '77.

Paolo Tonini - L'Arengario Studio Bibliografico
Al di là del Futurismo. Libri, riviste e immagini del Movimento '77.

ABSTRACT

Assalto al cielo, reinvenzione del linguaggio, ironia, l'altrove. Sono quattro temi comuni al futurismo e al movimento di giovani che nel 1977 voleva occupare dopo le scuole e le case il paradiso. I libri e le riviste documentano idee, slogan, progetti possibili solo in una "atmosfera d'avanguardia" - per usare l'espressione di Marinetti. Quell'atmosfera è l'oggetto, non le ragioni per cui. Confrontando immagini, scritte, parole, segni, emerge qualcosa che interessa profondamente perché è messa in gioco la vita, bellezza pagata con dolore.

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Paolo Tonini, marito, papà e libraio antiquario, vive e lavora a Gussago in provincia di Brescia. Insieme al fratello Bruno è titolare de L'Arengario Studio Bibliografico. Paolo e Bruno hanno cominciato a raccogliere e studiare materiale futurista e dei movimenti internazionali d'avanguardia intorno al 1986. Da allora sono trascorsi molti cataloghi, prestiti per mostre, incontri e videolezioni fino alla bibliografia dei manifesti futuristi italiani pubblicata l'anno scorso. Attualmente il loro archivio futurista è, dal punto di vista commerciale, il più consistente al mondo.

venerdì 22 marzo 2013

Carolina Fernández Castrillo - Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny: transgenesi, arte e società

Carolina Fernández Castrillo - Universidad a Distancia de Madrid, España

Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny: transgenesi, arte e società


ABSTRACT
  
All'inizio del XX secolo, l’influenza esercitata nell’immaginario collettivo dalle nuove certezze scientifiche e dalla crescente presenza dei media risultò essenziale per introdurre il binomio arte-tecnologia. I futuristi ebbero successo nell’esprimere il loro presente con le immagini del futuro, formulando il mito del progresso come utopia della nuova era.

Sin dall'inizio, la simbiosi tra uomo e macchina fu una realtà totalmente assunta dai futuristi. Tra chirurgia, fantascienza e cibernetica, nel Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) Marinetti annunciò l'avvento dell'“uomo meccanico dalle parti intercambiabili”, anticipando così le protesi tecnologiche. Nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero dichiararono la necessità di ricreare integralmente l'universo attraverso paesaggi artificiali e la creazione dell'“animale metallico”.

In questo modo, l’avanguardia italiana antecipava le future pratiche biotecnologiche e, allo stesso tempo, riusciva a entrare nella società dell’epoca costituendosi come strumento della contemporaneità, stabilendo così le basi del nuovo rapporto dell’individuo con la nuova realtà.

A partire dal contributo futurista, passeremo in rassegna le pratiche artistiche in puro stile cyberpunk di Stelarc, Marcel.lí Antúnez Roca, Matthew Barney e le polemiche opere bio-artistiche di Eduardo Kac.


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Carolina Fernández Castrillo. Docente di Media Studies presso l'Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA), dirige il Master in Comunicazione Digitale ed il gruppo di ricerca Visual Media and Digital Communication (UDIMA). Dottore europeo di ricerca cum laude presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM) e l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. La tesi di dottorato Il Futurismo come ricostruzione 'poliespressiva dell'universo: dal cinema alla condizione postmedia ha ottenuto il 'Premio Extraordinario de Doctorado UCM' e Menzione del Royal Complutense College, Harvard University (USA). È stata ricercatrice a Yale University (USA), ZKM Center for Art and Media (Germania) e Universiteit Utrecht (Olanda); relatrice in convegni e seminari internazionali e autrice di diversi scritti in materia di futurismo e cultura digitale. Ha anche lavorato come curatrice di eventi culturali e critica di arte specializzata in Futurismo e New Media Art: Lápiz. Revista Internacional de Arte e Rinconete (Centro Virtual Instituto Cervantes), etc.

Plinio Perilli - Futurismo anteriore, Futurismi ulteriori. Sopravvivenze, ripercussioni, repêchages, post-novazioni… da F. T. Marinetti ad oggi

Plinio Perilli - studioso indipendente
Futurismo anteriore, Futurismi ulteriori. Sopravvivenze, ripercussioni, repêchages, post-novazioni… da F. T. Marinetti ad oggi


   Forse solo oggi che il Futurismo è ormai definitivamente storicizzato (sterilizzato?) come movimento di valore europeo, e serenamente sdoganato come qualità (o, viceversa, vis modaiola, improntitudine performativa, polemica beceraggine) nel resoconto sincero delle opere – siamo pronti a capire, senza troppe forzature, il peso che questa ormai invecchiata ma grande proposta può o potrebbe avere in seno alla nostra confusa, vorticosa Contemporaneità…
   Il Futurismo anteriore conduce insomma a una miriade di Futurismi ulteriori, molti addirittura inconsci, parecchi recitati, taluni annessi e assorbiti, che la Modernità esplica e interpreta, adotta, mima o parodizza, senza porsi troppi problemi. Tutto sta a capire quali.
  Certo è che fra letteratura e cinema, arte visiva e musica, o quant’altro (dal costume alla politica, per moltissime manifestazioni o plurime emergenze sociali), è ancora in atto un fervido virus neo-futurista, che di volta in volta si fa bacillo o placebo, prezioso antidoto o germe patogeno, vieppiù rafforzato dal secolo trascorso.
   Il primo corollario, perfido e un po’ annoiato, è quello che rinnega l’etica proprio in nome d’una sedicente contro-estetica… E in tempi squisitamente, doverosamente “sinestetici”, è o sarebbe l’errore più imperdonabile. Brutto periodo davvero, quello in cui gli avanguardisti retrogradi e i progressisti in ritardo perfettamente coincidono… E le povere, geniali “visioni simultanee” di Boccioni sono diventate delle plasticate, visionarie ma statiche sovrapposizioni multimediali…


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Plinio Perilli (Roma, 1955) ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”, auspice Antonio Porta. La sua prima raccolta è del 1989, L’Amore visto dall’alto (Amadeus, Montebelluna), finalista quell’anno al Premio Viareggio), ristampata nel 1996. Seguono i racconti in versi di Ragazze italiane (Sansoni, Firenze, 1990, due edizioni, Premio B. Joppolo). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume Preghiere d’un laico (Amadeus, 1994), che vince vari premi internazionali: il Montale, il Gozzano e il Gatto. L’ultimo suo testo lirico, Petali in luce, è uscito nel 1998, presentato da Giuseppe Pontiggia (Amadeus).
Una raccolta antologica delle sue poesie, Promises of Love (Selected Poems), è stata tradotta in inglese da Carol Lettieri e Irene Marchegiani, ed editata a New York nel 2004 presso le Gradiva Publications della Stony Brook University. Nel 2011 il suo poemetto L’Aquila, sorvolandosi, dedicato al tragico evento del terremoto del 6 aprile 2009, ha vinto il Premio Internazionale Scanno per la Poesia.
Come critico si occupa specialmente di convergenze multidisciplinari e sinestesie artistiche (Storia dell’arte italiana in poesia, Sansoni, 1990), nonché dell’insegnamento della poesia ai giovani e nelle scuole (La parola esteriore. I nuovi giovani e la letteratura, Tracce, Pescara, 1993; Educare in poesia, A.V.E., Roma, 1994). Del 1998 è un grande studio antologico sul ‘900 italiano in rapporto all’idea di Natura (Melodie della Terra. Il sentimento cosmico nei poeti italiani del nostro secolo, Crocetti, Milano, 2ª edizione 2002).
Collabora a numerose riviste e ha curato molti classici, antichi e moderni, dal “Canzoniere” di Petrarca alle liriche di Michelangelo, dai “Taccuini futuristi” di Boccioni alle poesie di Carlo Levi, dagli scritti di Svevo su Joyce a “Inventario privato” di Pagliarani e “Variazioni belliche” di Amelia Rosselli.
Di recente uscita un suo vastissimo e intrecciato repertorio sui rapporti fra il Cinema e tutte le altre arti: “Costruire lo sguardo”. Storia sinestetica del Cinema in 40 grandi registi (Mancosu Editore, Roma, 2009), per rendere finalmente omaggio a tutte le magiche corrispondenze e i più fantasiosi sodalizi espressivi, che intrecciano e irradiano, insieme, l’ispirazione e l’immaginario. A seguire, il volume di scritture e memorie testimoniali RomAmor (“Come eravamo 1968-2008”), uscito nel 2010 presso le Edizioni del Giano, tutto dedicato al rapporto fra Roma come entità ed amalgama letterario, e i grandi numi tutelari della seconda metà del ’900, fino ai nostri ultimi anni: da Gadda a Moravia, da Flaiano a Pasolini, da Amelia Rosselli a Dario Bellezza, etc.
Ha tenuto numerose conferenze, presentazioni e prolusioni presso le maggiori università italiane ed americane.