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martedì 21 maggio 2013
Eredità e attualità del Futurismo, convegno internazionale a Roma (articolo di Luigi Tallarico)
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martedì 2 aprile 2013
Lorenzo Canova - Corpo, ambiente, mass media: le eredità del Futurismo nelle arti tra Ventesimo e Ventunesimo secolo
Lorenzo Canova, Università degli Studi del Molise
Corpo, ambiente, mass media: le eredità del Futurismo nelle arti tra Ventesimo e Ventunesimo secolo
ABSTRACT
L’intervento intende ripercorrere alcune delle più importanti linee di sviluppo generate dal Futurismo, dalla pittura, alla scultura, al video e alla performance, dall’installazione ambientale al confronto attivo con i mass media e le nuove ricerche elettroniche visive e musicali. In particolare verrà preso in esame il legame tra le ricerche futuriste sulla materia, lo sconfinamento verso i mass media teorizzato da Marinetti e gli sviluppi dell’arte italiana e internazionale anche nella direzione dell’apertura “ambientale” all’environment, in un legame che unisce, in modi diversi, Boccioni, Prampolini, Burri, Rauschenberg, Cage, Balla e Lichtenstein e che trova una feconda e rinnovata continuità in molte esperienze contemporanee.
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Lorenzo Canova (Roma 1967) è professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise dove dirige l’ARATRO, Archivio delle Arti Elettroniche, Laboratorio per l’Arte Contemporanea. Ha pubblicato studi sull’arte del Cinquecento romano, del Novecento e delle ultime generazioni, tra cui i volumi Visione romana. Percorsi incrociati nell’arte del Novecento (Edizioni ETS, Pisa 2008) e Nelle ombre lucenti di de Chirico, DEd’A edizioni, Roma, 2010. Ha curato mostre in musei italiani e internazionali.
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lunedì 1 aprile 2013
Antonella Pesola - Arte sacra futurista: esempi di eredità e attualità
Antonella Pesola, responsabile della Biblioteca della Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto “Giovanni Carandente”
Arte sacra futurista: esempi di eredità e attualità
ABSTRACT
Il tema del sacro nell’arte futurista si sviluppa soprattutto negli anni Trenta. Anche se ha vissuto a livello storiografico molta trascuratezza, questa tematica è stata considerata da molti studiosi uno strascico ormai privo di vitalità del movimento futurista. In realtà l’introduzione di temi spirituali risponde ad un ampliamento di interesse per ogni forma espressiva già postulata con il manifesto Ricostruzione futurista dell’Universo di Balla e Depero nel 1915. Uno dei maggiori rappresentanti e portato ad esempio nel Manifesto dell’Arte sacra futurista del 1931 fu Gerardo Dottori, che sviluppando una aeropittura lirica esaltata dalla natura ispirò lo stile di “seguaci” attivi dagli anni settanta come Alessandro Bruschetti e Nello Palloni che ebbero varie commissioni ecclesiastiche tra le Marche e l’Umbria. Sempre dalla lezione di Dottori, Giuliano Giuman interpreta nella contemporaneità il sentimento religioso attraverso una estremizzazione delle valenze simboliche della luce e del colore. Sulla scia di altre definizioni culturali Ugo Nespolo propone nell’arte sacra una definizione dei temi e degli spazi secondo una nuova “ricostruzione futurista”.
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Nata a Cremona nel 1964 si è Laureata in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Perugia e poi Specializzata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Siena col massimo dei voti, sotto la guida di Enrico Crispolti. Si è occupata attivamente di campagne di schedatura in collaborazione con la Regione Umbria, la Soprintendenza ai Beni Artistici dell’Umbria e la Diocesi di Perugia-Città della Pieve. Si è dedicata dal 1995 anche alla Biblioteconomia ed Archivistica. Nella professione di bibliotecaria fino al 2012 è stata responsabile della Biblioteca della Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto “Giovanni Carandente”, dove ha organizzato anche attività culturali. Si impegna da vari anni negli studi storici artistici collaborando con diversi istituti di ricerca, riviste anche con una attività di critica militante, pubblicando regolarmente dal 1993. Le sue ricerche hanno riguardato in particolar modo il Secondo Futurismo specie nei suoi sviluppi in Umbria, è tra i fondatori dell’Associazione culturale Archivi Gerardo Dottori di Perugia. Tiene dal 2011 una rubrica d’arte sacra contemporanea sul trimestrale “Contemporart”.
mercoledì 27 marzo 2013
Rossella Catanese - Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista
Rossella Catanese, Università Sapienza di Roma
Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista.
ABSTRACT
Il cinema è stato considerato dai Futuristi uno strumento di superamento delle arti visive tradizionali: è infatti attraverso il movimento del dispositivo cinematografico che il motus meccanico e la sua accidentalità entrano all'interno dell'universo dell'arte. Ed è proprio il cinema futurista a concretizzare il percorso degli studi visuali “cinetici” che in pittura avevano esplorato Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e tanti altri. Il cinema futurista, dal manifesto del 1916 fino alle radicali sperimentazioni degli anni Trenta, voleva rappresentare una sinfonia visiva che fosse un'ode alla velocità. Velocità è il titolo sia della sceneggiatura cinematografica scritta da Filippo Tommaso Marinetti che del film di Oriani, Cordero e Martina del 1930. Il teorico contemporaneo che ha lavorato più di tutti sul concetto di velocità è Paul Virilio, autore de La bombe informatique. Il filosofo francese ha riflettuto sull’impatto delle nuove tecnologie applicate all’arte e ai media audiovisivi. Pur distinguendo tra arte attuale e arte virtuale, egli parla del complesso di formule artistiche a cavallo tra i due millenni come di un’arte terminale, controfigura del dominio dell’informazione. La dromologia (o scienza della velocità), è il principio che lo stesso Virilio ha inventato per spiegare, secondo una complessa impostazione teorica, le relazioni tra politica e territorio. La riflessione di Virilio rappresenta, sebbene con dovute contraddizioni e divergenze, una possibile eredità del cinema Futurista nel pensiero e nel mediascape contemporanei.
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Rossella Catanese, dottore di ricerca presso la Sapienza Università di Roma, è tutor del Master in Restauro Digitale Audio/Video della Sapienza. Le sue pubblicazioni trattano prevalentemente i temi del restauro cinematografico e delle avanguardie storiche, in particolare sul cinema futurista. Ha anche partecipato a varie conferenze (Università di Udine e Gorizia, Universidad Complutense di Madrid, Accademia di Belle Arti di Napoli, University of Glasgow, Università di Roma Tor Vergata).
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martedì 26 marzo 2013
Maurizio Scudiero - Depero, la Pubblicità e la Pop-Art
Maurizio Scudiero - Curatore Archivio Depero di Rovereto
Depero, la Pubblicità e la Pop-Art
ABSTRACT
Depero, assieme a Balla, con il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo del 1915 ha dato quella che è ormai universalmente considerata la “vera” svolta del Futurismo per divenire un’avanguardia modernista.
Cosa vuole dire questo? Questo significa che sino a quella data il Futurismo stesso non aveva compreso le sue potenzialità sistemiche in quanto si era “confinato” entro gli ambiti canonici di Pittura e Scultura.
Ma in quel manifesto si gettavano le basi “operative” che superassero quella visione (e quella pratica) pitturo-centrica, per applicare la creatività e l’invenzione futurista a più ambiti ed a più livelli di contenuto estetico. Così, la nuova “vetrina” dei futuristi non fu più la galleria ma la… strada. Infine, la spinta definitiva all’effettivo ingresso dell’arte nella vita quotidiana venne con l’apertura delle cosiddette “case d’arte futuriste”, ma soprattutto con quella di Depero, che si applicò alla Pubblicità, alla decorazione ed al design con attitudini seriali e pre-Pop. Come sarà facile oggi verificare.
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Architetto e storico dell'arte moderna (Rovereto, 1954).
Ha studiato Arte Moderna con Mario de Micheli ed Estetica con Dino Formaggio, interessandosi particolarmente alle avanguardie storiche del Novecento e soprattutto al Futurismo, nell'ambito del quale è divenuto specialista dell'opera di Fortunato Depero, R.M. Baldessari, Renato Di Bosso, Ivano Gambini ed altri. Si interessa inoltre anche alla letteratura d’avanguardia russa, allo studio della grafica delle avanguardie storiche, dal Costruttivismo alla Bauhaus e alla storia del manifesto italiano sul quale ha curato alcune mostre tematiche in Italia (tra queste: ”Manifesti Italiani dall’Art Nouveau al Futurismo”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma e poi a Milano, 1997; “Marcello Dudovich” al Museo di Arezzo, 2002) ed all’estero (“Planespotting”, Estorick, Londra 2002; “Wings of Italy”, Aerospace Museum, New York, 2003 e quindi “Daley Centre, Chicago, 2003).
Ha organizzato oltre cento mostre in musei e gallerie private e ha pubblicato circa 200 tra libri, cataloghi e pubblicazioni di critica d'arte e grafica applicata.
È stato membro del comitato scientifico del Wolfsonian Institute di Miami e consulente per il Futurismo della Yale University di New Haven, CT (USA). Ha scritto a lungo sulla pagina culturale de “Il Giornale” di Milano. È il coordinatore scientifico del Movies & Comics Archive di New York curatore dell’Archivio Depero di Rovereto.
lunedì 25 marzo 2013
Giovanni Antonucci - L'influenza del futurismo sull'arte e il teatro della seconda metà del Novecento
Giovanni Antonucci
L'influenza del futurismo sull'arte e il teatro della seconda metà del Novecento
ABSTRACT
La relazione affronterà il tema, spesso misconosciuto o addirittura ignorato, dell'influenza del futurismo sull'arte contemporanea e in particolare su artisti del livello di Mario Schifano e Luigi Ontani, che devono moltissimo del loro successo a suggestioni e citazioni futuriste. Per fare un esempio, Schifano ha dichiarato che Boccioni e Balla sono stati gli artisti che più hanno influenzato la sua opera. La seconda parte affronterà l'influenza del teatro futurista sulle neo-avanguardie e in particolare sull'happening e sugli spettacoli di teorici e registi come Richard Schechner e Michael Kirby, autore anche dell'importante saggio Futurist performance. Tutto futurista è l'Orlando furioso di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti, spettacolo cult della fine degli anni Sessanta.
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Giovanni Antonucci. Già docente di Storia del Teatro alla Facoltà di Magistero dell'Università La Sapienza di Roma, è autore di una ventina di volumi che spaziano dal teatro antico alla drammaturgia e allo spettacolo dei nostri giorni, oltre che curatore di fortunate edizioni di classici (Goldoni, Balzac, Ibsen, D'Annunzio, Petrolini). Pioniere della riscoperta del futurismo fin dalla sua tesi di laurea , discussa con maestri della critica come Giacomo Debenedetti e Giovanni Macchia, è autore di tre volumi fondamentali, Lo spettacolo futurista in Italia (1974), Cronache del teatro futurista (1975), Storia del teatro futurista (2005), oltre che di numerosi saggi e articoli dedicati alla pittura e alla scenografia futurista. Critico militante e drammaturgo, ha redatto numerose voci per l'Enciclopedia Italiana.
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venerdì 22 marzo 2013
Carolina Fernández Castrillo - Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny: transgenesi, arte e società
Carolina Fernández Castrillo - Universidad a Distancia de Madrid, España
Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny:
transgenesi, arte e società
ABSTRACT
All'inizio del XX secolo, l’influenza
esercitata nell’immaginario collettivo dalle nuove certezze scientifiche e
dalla crescente presenza dei media risultò essenziale per introdurre il binomio
arte-tecnologia. I futuristi ebbero successo nell’esprimere il loro presente
con le immagini del futuro, formulando il mito del progresso come utopia della
nuova era.
Sin dall'inizio, la simbiosi tra uomo
e macchina fu una realtà totalmente assunta dai futuristi. Tra chirurgia,
fantascienza e cibernetica, nel Manifesto
tecnico della letteratura futurista (1912)
Marinetti annunciò l'avvento dell'“uomo meccanico dalle parti intercambiabili”,
anticipando così le protesi tecnologiche. Nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato
Depero dichiararono la necessità di ricreare integralmente l'universo
attraverso paesaggi artificiali e la creazione dell'“animale metallico”.
In questo modo, l’avanguardia italiana
antecipava le future pratiche biotecnologiche e, allo stesso tempo, riusciva a
entrare nella società dell’epoca costituendosi come strumento della
contemporaneità, stabilendo così le basi del nuovo rapporto dell’individuo con
la nuova realtà.
A partire dal contributo futurista,
passeremo in rassegna le pratiche artistiche in puro stile cyberpunk di
Stelarc, Marcel.lí Antúnez Roca, Matthew Barney e le polemiche opere
bio-artistiche di Eduardo Kac.
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Carolina Fernández Castrillo. Docente di Media
Studies presso l'Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA), dirige il
Master in Comunicazione Digitale ed il gruppo di ricerca Visual Media and
Digital Communication (UDIMA). Dottore europeo di ricerca cum laude presso
l'Universidad Complutense de Madrid (UCM) e l'Università degli Studi di Roma
“La Sapienza”. La tesi di dottorato Il Futurismo come ricostruzione
'poliespressiva dell'universo: dal cinema alla condizione postmedia ha
ottenuto il 'Premio Extraordinario de Doctorado UCM' e Menzione del Royal
Complutense College, Harvard University (USA). È stata ricercatrice a Yale
University (USA), ZKM Center for Art and Media (Germania) e Universiteit
Utrecht (Olanda); relatrice in convegni e seminari internazionali e autrice di
diversi scritti in materia di futurismo e cultura digitale. Ha anche lavorato
come curatrice di eventi culturali e critica di arte specializzata in Futurismo
e New Media Art: Lápiz. Revista Internacional de Arte e Rinconete (Centro
Virtual Instituto Cervantes), etc.
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