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martedì 21 maggio 2013
Eredità e attualità del Futurismo, convegno internazionale a Roma (articolo di Luigi Tallarico)
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lunedì 1 aprile 2013
Antonella Pesola - Arte sacra futurista: esempi di eredità e attualità
Antonella Pesola, responsabile della Biblioteca della Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto “Giovanni Carandente”
Arte sacra futurista: esempi di eredità e attualità
ABSTRACT
Il tema del sacro nell’arte futurista si sviluppa soprattutto negli anni Trenta. Anche se ha vissuto a livello storiografico molta trascuratezza, questa tematica è stata considerata da molti studiosi uno strascico ormai privo di vitalità del movimento futurista. In realtà l’introduzione di temi spirituali risponde ad un ampliamento di interesse per ogni forma espressiva già postulata con il manifesto Ricostruzione futurista dell’Universo di Balla e Depero nel 1915. Uno dei maggiori rappresentanti e portato ad esempio nel Manifesto dell’Arte sacra futurista del 1931 fu Gerardo Dottori, che sviluppando una aeropittura lirica esaltata dalla natura ispirò lo stile di “seguaci” attivi dagli anni settanta come Alessandro Bruschetti e Nello Palloni che ebbero varie commissioni ecclesiastiche tra le Marche e l’Umbria. Sempre dalla lezione di Dottori, Giuliano Giuman interpreta nella contemporaneità il sentimento religioso attraverso una estremizzazione delle valenze simboliche della luce e del colore. Sulla scia di altre definizioni culturali Ugo Nespolo propone nell’arte sacra una definizione dei temi e degli spazi secondo una nuova “ricostruzione futurista”.
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Nata a Cremona nel 1964 si è Laureata in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Perugia e poi Specializzata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Siena col massimo dei voti, sotto la guida di Enrico Crispolti. Si è occupata attivamente di campagne di schedatura in collaborazione con la Regione Umbria, la Soprintendenza ai Beni Artistici dell’Umbria e la Diocesi di Perugia-Città della Pieve. Si è dedicata dal 1995 anche alla Biblioteconomia ed Archivistica. Nella professione di bibliotecaria fino al 2012 è stata responsabile della Biblioteca della Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto “Giovanni Carandente”, dove ha organizzato anche attività culturali. Si impegna da vari anni negli studi storici artistici collaborando con diversi istituti di ricerca, riviste anche con una attività di critica militante, pubblicando regolarmente dal 1993. Le sue ricerche hanno riguardato in particolar modo il Secondo Futurismo specie nei suoi sviluppi in Umbria, è tra i fondatori dell’Associazione culturale Archivi Gerardo Dottori di Perugia. Tiene dal 2011 una rubrica d’arte sacra contemporanea sul trimestrale “Contemporart”.
venerdì 22 marzo 2013
Carolina Fernández Castrillo - Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny: transgenesi, arte e società
Carolina Fernández Castrillo - Universidad a Distancia de Madrid, España
Dall'“animale metallico” futurista a GPF Bunny:
transgenesi, arte e società
ABSTRACT
All'inizio del XX secolo, l’influenza
esercitata nell’immaginario collettivo dalle nuove certezze scientifiche e
dalla crescente presenza dei media risultò essenziale per introdurre il binomio
arte-tecnologia. I futuristi ebbero successo nell’esprimere il loro presente
con le immagini del futuro, formulando il mito del progresso come utopia della
nuova era.
Sin dall'inizio, la simbiosi tra uomo
e macchina fu una realtà totalmente assunta dai futuristi. Tra chirurgia,
fantascienza e cibernetica, nel Manifesto
tecnico della letteratura futurista (1912)
Marinetti annunciò l'avvento dell'“uomo meccanico dalle parti intercambiabili”,
anticipando così le protesi tecnologiche. Nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato
Depero dichiararono la necessità di ricreare integralmente l'universo
attraverso paesaggi artificiali e la creazione dell'“animale metallico”.
In questo modo, l’avanguardia italiana
antecipava le future pratiche biotecnologiche e, allo stesso tempo, riusciva a
entrare nella società dell’epoca costituendosi come strumento della
contemporaneità, stabilendo così le basi del nuovo rapporto dell’individuo con
la nuova realtà.
A partire dal contributo futurista,
passeremo in rassegna le pratiche artistiche in puro stile cyberpunk di
Stelarc, Marcel.lí Antúnez Roca, Matthew Barney e le polemiche opere
bio-artistiche di Eduardo Kac.
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Carolina Fernández Castrillo. Docente di Media
Studies presso l'Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA), dirige il
Master in Comunicazione Digitale ed il gruppo di ricerca Visual Media and
Digital Communication (UDIMA). Dottore europeo di ricerca cum laude presso
l'Universidad Complutense de Madrid (UCM) e l'Università degli Studi di Roma
“La Sapienza”. La tesi di dottorato Il Futurismo come ricostruzione
'poliespressiva dell'universo: dal cinema alla condizione postmedia ha
ottenuto il 'Premio Extraordinario de Doctorado UCM' e Menzione del Royal
Complutense College, Harvard University (USA). È stata ricercatrice a Yale
University (USA), ZKM Center for Art and Media (Germania) e Universiteit
Utrecht (Olanda); relatrice in convegni e seminari internazionali e autrice di
diversi scritti in materia di futurismo e cultura digitale. Ha anche lavorato
come curatrice di eventi culturali e critica di arte specializzata in Futurismo
e New Media Art: Lápiz. Revista Internacional de Arte e Rinconete (Centro
Virtual Instituto Cervantes), etc.
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