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martedì 2 aprile 2013

Lorenzo Canova - Corpo, ambiente, mass media: le eredità del Futurismo nelle arti tra Ventesimo e Ventunesimo secolo


Lorenzo  Canova, Università degli Studi del Molise
Corpo, ambiente, mass media: le eredità del Futurismo nelle arti tra Ventesimo e Ventunesimo secolo
ABSTRACT

L’intervento intende ripercorrere alcune delle più importanti linee di sviluppo generate dal Futurismo, dalla pittura, alla scultura, al video e alla performance, dall’installazione ambientale al confronto attivo con i mass media e le nuove ricerche elettroniche visive e musicali. In particolare verrà preso in esame il legame tra le ricerche futuriste sulla materia, lo sconfinamento verso i mass media teorizzato da Marinetti e gli sviluppi dell’arte italiana e internazionale anche nella direzione dell’apertura “ambientale” all’environment, in un legame che unisce, in modi diversi, Boccioni, Prampolini, Burri, Rauschenberg, Cage, Balla e Lichtenstein e che trova una feconda e rinnovata continuità in molte esperienze contemporanee.

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Lorenzo Canova (Roma 1967) è professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise dove dirige l’ARATRO, Archivio delle Arti Elettroniche, Laboratorio per l’Arte Contemporanea. Ha pubblicato studi sull’arte del Cinquecento romano, del Novecento e delle ultime generazioni, tra cui i volumi Visione romana. Percorsi incrociati nell’arte del Novecento (Edizioni ETS, Pisa 2008) e Nelle ombre lucenti di de Chirico, DEd’A edizioni, Roma, 2010. Ha curato mostre in musei italiani e internazionali. 

mercoledì 27 marzo 2013

Rossella Catanese - Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista


Rossella Catanese, Università Sapienza di Roma
Paul Virilio, la velocità e il cinema futurista.  

ABSTRACT

Il cinema è stato considerato dai Futuristi uno strumento di superamento delle arti visive tradizionali: è infatti attraverso il movimento del dispositivo cinematografico che il motus meccanico e la sua accidentalità entrano all'interno dell'universo dell'arte. Ed è proprio il cinema futurista a concretizzare il percorso degli studi visuali “cinetici” che in pittura avevano esplorato Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e tanti altri. Il cinema futurista, dal manifesto del 1916 fino alle radicali sperimentazioni degli anni Trenta, voleva rappresentare una sinfonia visiva che fosse un'ode alla velocità. Velocità è il titolo sia della sceneggiatura cinematografica scritta da Filippo Tommaso Marinetti che del film di Oriani, Cordero e Martina del 1930. Il teorico contemporaneo che ha lavorato più di tutti sul concetto di velocità è Paul Virilio, autore de La bombe informatique. Il filosofo francese ha riflettuto sull’impatto delle nuove tecnologie applicate all’arte e ai media audiovisivi. Pur distinguendo tra arte attuale e arte virtuale, egli parla del complesso di formule artistiche a cavallo tra i due millenni come di un’arte terminale, controfigura del dominio dell’informazione. La dromologia (o scienza della velocità), è il principio che lo stesso Virilio ha inventato per spiegare, secondo una complessa impostazione teorica, le relazioni tra politica e territorio. La riflessione di Virilio rappresenta, sebbene con dovute contraddizioni e divergenze, una possibile eredità del cinema Futurista nel pensiero e nel mediascape contemporanei.

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Rossella Catanese, dottore di ricerca presso la Sapienza Università di Roma, è tutor del Master in Restauro Digitale Audio/Video della Sapienza. Le sue pubblicazioni trattano prevalentemente i temi del restauro cinematografico e delle avanguardie storiche, in particolare sul cinema futurista. Ha anche partecipato a varie conferenze (Università di Udine e Gorizia, Universidad Complutense di Madrid, Accademia di Belle Arti di Napoli, University of Glasgow, Università di Roma Tor Vergata).

lunedì 25 marzo 2013

Giovanni Antonucci - L'influenza del futurismo sull'arte e il teatro della seconda metà del Novecento


Giovanni Antonucci
L'influenza del futurismo sull'arte e il teatro della seconda metà del Novecento

ABSTRACT

La relazione affronterà il tema, spesso misconosciuto o addirittura ignorato, dell'influenza del futurismo sull'arte contemporanea e in particolare su artisti del livello di Mario Schifano e Luigi Ontani, che devono moltissimo del loro successo a suggestioni e citazioni futuriste. Per fare un esempio, Schifano ha dichiarato che Boccioni e Balla sono stati gli artisti che più hanno influenzato la sua opera. La seconda parte affronterà l'influenza del teatro futurista sulle neo-avanguardie e in particolare sull'happening e sugli spettacoli di teorici e registi come Richard Schechner e Michael Kirby, autore anche dell'importante saggio Futurist performance. Tutto futurista è l'Orlando furioso di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti, spettacolo cult della fine degli anni Sessanta.
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Giovanni Antonucci. Già docente di Storia del Teatro alla Facoltà di Magistero dell'Università La Sapienza di Roma, è autore di una ventina di volumi che spaziano dal teatro antico alla drammaturgia e allo spettacolo dei nostri giorni, oltre che curatore di fortunate edizioni di classici (Goldoni, Balzac, Ibsen, D'Annunzio, Petrolini). Pioniere della riscoperta del futurismo fin dalla sua tesi di laurea , discussa con maestri della critica come Giacomo Debenedetti e Giovanni Macchia, è autore di tre volumi fondamentali, Lo spettacolo futurista in Italia (1974), Cronache del teatro futurista (1975), Storia del teatro futurista (2005), oltre che di numerosi saggi e articoli dedicati alla pittura e alla scenografia futurista. Critico militante e drammaturgo, ha redatto numerose voci per l'Enciclopedia Italiana.